domenica 21 settembre 2014

21 settembre 2014

Sistole...diastole. Sistole...diastole. Sistole... ... ...diastole.
Mi viene sempre in mente il fantastico funzionamento del ciclo cardiaco imparato a scuola per descrivere certi periodi che ti capitano nella vita. Giorni, settimane, a volte mesi, di iperattività alternati a giorni, notti, settimane (mesi sarebbe troppo) di "nulla". Che certo si fa per dire "nulla", però appunto...come dire? Fino a poco tempo fa me ne stavo sonnecchiante ad aspettare che passasse la canicola, fin troppo rilassata da una estate di libertà e di distrazione nella patriaterra siciliana, scrutavo tra gli aghi di pino il prossimo arrivo del vento autunnuale, mi ero adattata alla fin fine e non mi dava più ansia alcuna pensare che le mie prospettive e i miei progetti non sarebbero andati tanto oltre il giorno successivo. Pace. Quiete per un po'. Era proprio quello di cui avevo bisogno dopo un periodo di "sistole acuta". Insomma un idillio vero e proprio: casa, famiglia, natura, paese (e attivismo no muos naturalmente). E invece. Manco il tempo di realizzarlo, eccomi catapultata in città nordica, a lavorare, a fare, a dire, andare. Senza averlo voluto, senza averlo cercato, senza averlo nemmeno immaginato. Ma è tutto ok, perché anche se mi sento di nuovo in un periodo di sistole, questa volta mi pare diversa dalle altre. Questa volta il mio cuore si vuole bene.

 
opera di Loui Jover

sabato 20 settembre 2014

Caso Expo 2015 Milano. Questa è l'Italia.


"L’Esposizione Universale di Milano 2015 accoglierà il mondo in un’area lunga circa 2 km e larga tra i 350 e i 750 metri. Su di essa sorgerà una “piccola città”, completa di tutti i servizi e le infrastrutture per soddisfare le esigenze di milioni di visitatori. Expocantiere.org ". Un progetto fantastico, proprio quello che ci voleva per la città di Milano e non solo per Milano, per l'Italia!
La gara d'appalto per la prima fase di realizzazione del progetto, la cosiddetta “rimozione delle interferenze”, la pulizia dei terreni per liberarli da ostacoli, è stata aggiudicata dall’impresa CMC di Ravenna nel lontano 2011. E già nel maggio 2012 questo "lavoretto" di circa 70 milioni di euro era finito sotto inchiesta dalla procura di Milano. Nel corso di questi ultimi anni, sono emersi i risultati scandalosi delle indagini: un sistema di corruzione e tangenti che viene subito definito nuova tangentopoli, un affare imperdibile per le peggiori aziende e ditte di costruzioni italiane.

A maggio 2014 il caso Expo ri-esplode, finalmente, sulle cronache nazionali e internazionali. Nonostante gli arresti eclatanti – vedi articolo "Expo 2015: l'occasione imperdibile per mostrarsi italiani" - i reati e le infiltrazioni mafiose, nonostante i comitati cittadini denunciassero da anni tutto quanto portato alla ribalta dalle indagini della magistratura, la politica ha solo un obiettivo: salvare Expo a tutti i costi. The show must go on. Tra mille difficoltà, ritardi e legittime contestazioni, il progetto Expo 2015 è dunque, vergognosamente, andato avanti. Un nuovo nome eccellente, in questi giorni, si aggiunge alla lista degli indagati. Si tratta di Antonio Acerbo, inquisito per turbativa d’asta e corruzione, attualmente commissario delegato per le Opere infrastrutturali Expo 2015 e responsabile unico per il Padiglione Italia. Tra meno di un anno il super-mega-evento Expo2015 dovrebbe inaugurare i battenti. Che gioia per l'Italia.
A maggio il caso Expo era esploso con l’arresto di sette persone eccellenti sotto inchiesta per gravi irregolarità nelle procedure di assegnazione dei lavori – vedi precedente articolo su SenzaBarcode. Nonostante i reati e le infiltrazioni mafiose, la politica si è mossa per salvare Expo a tutti i costi, proteggendo di fatto cantieri illeciti e ditte che hanno ottenuto gli appalti a suon di mazzette. Ma questa è l’Italia. Pur di “non perdere la faccia” di fronte al pubblico internazionale, di rispettare importanti accordi presi a livello regionale e nazionale, pur di salvaguardare le proprie posizioni, i cantieri non si sono bloccati. Tra mille difficoltà, ritardi e legittime contestazioni, il progetto Expo 2015 è comunque, vergognosamente, andato avanti.
Come se non fosse già abbastanza, di pochi giorni fa è la notizia di un nuovo nome eccellente che si aggiunge alla lista degli indagati, quello di Antonio Acerbo, inquisito per turbativa d’asta e corruzione. Secondo la Procura di Milano, avrebbe favorito l’imprenditore Enrico Maltauro (il primo a rivelare alla magistratura il sistema delle tangenti per aggiudicarsi gli appalti Expo). Acerbo è attualmente il commissario delegato per le Opere infrastrutturali Expo 2015 e responsabile unico per il Padiglione Italia che si estende su una superficie di 12.000 mq, e ospiterà il Palazzo Italia: luogo di rappresentanza dello Stato e del Governo italiano
A maggio il caso Expo era esploso con l’arresto di sette persone eccellenti sotto inchiesta per gravi irregolarità nelle procedure di assegnazione dei lavori – vedi precedente articolo su SenzaBarcode. Nonostante i reati e le infiltrazioni mafiose, la politica si è mossa per salvare Expo a tutti i costi, proteggendo di fatto cantieri illeciti e ditte che hanno ottenuto gli appalti a suon di mazzette. Ma questa è l’Italia. Pur di “non perdere la faccia” di fronte al pubblico internazionale, di rispettare importanti accordi presi a livello regionale e nazionale, pur di salvaguardare le proprie posizioni, i cantieri non si sono bloccati. Tra mille difficoltà, ritardi e legittime contestazioni, il progetto Expo 2015 è comunque, vergognosamente, andato avanti.
Come se non fosse già abbastanza, di pochi giorni fa è la notizia di un nuovo nome eccellente che si aggiunge alla lista degli indagati, quello di Antonio Acerbo, inquisito per turbativa d’asta e corruzione. Secondo la Procura di Milano, avrebbe favorito l’imprenditore Enrico Maltauro (il primo a rivelare alla magistratura il sistema delle tangenti per aggiudicarsi gli appalti Expo). Acerbo è attualmente il commissario delegato per le Opere infrastrutturali Expo 2015 e responsabile unico per il Padiglione Italia che si estende su una superficie di 12.000 mq, e ospiterà il Palazzo Italia: luogo di rappresentanza dello Stato e del Governo italiano.
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venerdì 19 settembre 2014

Repressione di stato e disagio sociale. Chi sono i violenti?

Il disagio sociale aumenta per motivi economici, certo, ma anche perché in molti stanno sperimentando sulla propria pelle le soluzioni proposte dallo stato: grandi opere, grande decisioni prese dall'alto, grandi truffe, grandi sfratti, grandi arrivederci - non abbiamo più bisogno di lei.
L'obiettivo politico di ogni governo oggi al potere sembra essere quello di stroncare alla base ogni dissenso e si fa fronte al dilagare dell'indignazione tramite strumenti coercitivi che costringono al silenzio, oppure isolano, interi gruppi di persone.
La risposta a questi metodi di controllo sociale e politico non può che partire dalla solidarietà tra le persone stesse e dalla resistenza alla disumanizzazione e all'oppressione. Deve prevedere percorsi di unione di tutte quelle realtà e movimenti di lotta che sognano un futuro e un presente diverso: più equo, più umano, pacifico, rispettoso delle differenze e in armonia con l'ambiente. Si tratta di sogni, eppure diventa sempre più urgente la necessità di trasformarli in realtà.



Per fare questo si manipola l’informazione pubblica, per lo meno quella a larga diffusione, si utilizzano le forze dell’ordine non per “servire” i cittadini ma per terrorizzarli, si fa fronte al dilagare dell’indignazione tramite strumenti coercitivi di ogni tipo che costringono al silenzio, oppure isolano, interi gruppi persone. - See more at: http://www.senzabarcode.it/2014/09/tav-repressione/#sthash.l4jd7n7v.dpuf

lunedì 15 settembre 2014

15 settembre 2014

Che ne so. Piove. Non sarà una novità a Torino, ma per me è una novità che sia già autunno. E quest'anno il suo arrivo mi sa che mi coglie del tutto impreparata se è vero che ho deciso di iniziare a scrivere un altro diario, che segua magari un'agenda parallela, del tipo che posso scrivere come mi pare, badando poco ai congiuntivi o tipo che posso usare tipo, tipo, un sacco di volte e nessuno storca il naso. Non è professionale, lo so. Appunto per questo sono qua che scrivo. Ho bisogno di infischiarmente e di non seguire le buone prassi della scrittura persuasiva e di non preoccuparmi delle logiche del discorso. Per un po'. Magari solo per questa volta. Che posso pure, che chissenefrega, lasciare frasi in sospeso e alla fine un qualcosa dal senso compiuto viene fuori comunque.